sabato 14 febbraio 2009

San Valentino


Imbottigliato nel traffico della Capitale è faticoso non innervosirsi. Difficile sapere quante di queste persone bloccate sulla tangenziale è uscita stasera perché davvero voleva passare una serata romantica con la loro dolce metà e quanti invece, spinti semplicemente da una festa consumistica inutile, l’ha fatto per far felice lei. Inoltre, come tutte le feste che si rispettino, ha la capacità di amplificare e mettere sotto la lente d’ingrandimento ogni nostro sentimento e stato d’animo. I felici e innamorati saranno sempre più felici e innamorati mentre i soli e tristi saranno invasi da una malinconia più forte che mai.

Sul sedile di fianco al mio c’è seduto un simpatico orsacchiotto di peluche che sorridente tiene in mano un palloncino rosso a forma di cuore. Lo so, sembra banale, ma lei impazzisce per queste cose. 

Una volta arrivato parcheggio,suono il campanello e salgo le scale. Alla porta, purtroppo ad attendermi, c’è la madre. Visivamente affannata perché in ritardo, mi accoglie con un sorriso e si dispiace di non potersi trattenere con me ma il compagno, l’ennesimo dopo la rottura con il marito, arriverà a momenti. Inutile dire che del compagno non me ne freghi molto.

Sara è in camera sua che si mette il cappotto ed è prontissima per uscire. Le chiedo scherzando:


“Ma per quale principe azzurro ti sei fatta così bella?”

“Stasera io sono cenerentola e tu il mio amato principino. Visto che vestito?” risponde lei dondolandosi allegra.


Io senza parole l’ammiro estasiato. Riesce sempre a stupirmi e a farmi innamorare di lei come la prima volta. E’ da 7 anni che è entrata nella mia vita, finché certe cose non le provi e non le vivi non puoi mai sapere quanto bene ti può dare un amore. 

Salutiamo sua madre sempre più occupata nell’agghindarsi a festa e usciamo.

In macchina, al suo fianco, il viaggio è tutta un’altra cosa. Cantiamo le nostre canzoni preferite. Lei divertita gioca allegramente con il peluche a cui prontamente è stato dato un nome: Cucciolo, perché piccolo e tenero. Lo fa saltare, ballare e persino parlare in modo buffo.

Ogni volta che andiamo al cinema il programma è tanto semplice quanto gustoso: pizza + coca-cola + popcorn + film. Non è il massimo per la salute ma è un vizio settimanale che ci prendiamo volentieri.

Così ci troviamo seduti al tavolo con i nostri pezzi di pizza e una mega coca-cola. Lei mi parla un po’ della scuola, del compagno di classe che le fa la corte ma non le piace e di quanto sia migliorata a pallavolo. Mi ritrovo sollevato nel sapere che lei non ricambia i sentimenti però sempre geloso della sua presenza costante in classe sua. I maschi son pur sempre maschi: mai fidarsi di loro. 

Il film prescelto è d’avventura, simpatico e per niente pesante. Gli horror e le commedie sentimentali sono banditi dal nostro accordo. Le prime da lei, le seconde da me. Nonostante i film paurosi siano eliminati, lei riesce a “saltare” sulla sedia per ogni rumore improvviso cosa che la rende fantasticamente dolce e tenera. 

Usciti dal cinema, decido di fare una piccola aggiunta al nostro gustoso programma:


“Ti andrebbe ancora un gelato prima di andare a casa?” Chiedo convinto di una risposta affermativa.


Non so se per la concessione di un gelato, magari per il film appena visto o per la sera particolare di festa lei si gira e mi dice:


“Papà, ti voglio bene!”


Io sorrido, la prendo in braccio e la porto a prendere il mega gelato.

Non è la festa a rendere speciale un amore, solo l’amore può rendere speciale una festa.

1 commento:

Cico ha detto...

sei un maledettissimo genio, cavoli, vuoi rubarmi il mestiere? :)